Vito Bongiorno

Handle with care

Vito Bongiorno

Vito Bongiorno vincitore, nel novembre 2012, del premio organizzato dalla rivista “INSIDEART” Arte & Crisi con l’opera “Handle with Care”.

Qualcuno l’ha definito l’Yves Klein italiano. Sarà per quel blu che spalma sulle sue opere al vivo, unico decoro su fanciulle che presenta come mamma le ha fatte. Ma oltre all’azzurro c’è il carbone, a raccontare i nostri misfatti ecologici e mettere in guardia sul futuro possibile per questo mondo di cartapesta. Un impegno che piace, se a cliccare sull’opera di Vito Bongiorno che ha concorso per il tema arte & crisi sono stati 3.500 utenti. Quasi un digipittore. Come ci sei riuscito? «Ho partecipato molto volentieri all’iniziativa di Inside Art “crisi, diamo voce all’arte”: è stato molto interessante per me vedere quanti digitolettori hanno votato il mio lavoro, Handle with care. Ma ancora più piacevole è stato leggere i loro apprezzamenti. Così ho letto di un’opera definita attuale, intelligente, chiara, forte, addirittura fonte d’ispirazione, tutto questo mi ha lusingato molto.

Diciamo che ho avuto l’impressione che mi bastasse invitare degli amici a vedere l’opera attraverso il vostro sito e poi che si espandesse a macchia d’olio, con una serie di voti, passaparola, apprezzamenti, condivisioni, messaggi e quant’altro».Handle with care, un’Italia da maneggiare con cura. Perché? «Con questa opera ho voluto dichiarare lo stato di fragilità in cui versa il nostro paese, specialmente negli ultimi anni. Maneggiare con cura, dunque, un paese che quotidianamente affronta temi come la crisi a livello non solo economico ma soprattutto sociale e culturale. Dove la costruzione e la preservazione dei rapporti umani è passata largamente in secondo piano, lasciando il posto alla fretta, alla corsa all’acquisto, al consumismo globalizzato. All’usa e getta non solo per gli oggetti.